Il Covid-19, come noto, ha messo in ginocchio l’intera economia mondiale ma per il settore farmaceutico ha rappresentato anche una fonte notevole di guadagno.

Dai vaccini ai farmaci, senza trascurare i test per il tracciamento del virus, i colossi della biomedica sono stati (e sono) in prima linea da due anni nella battaglia alla malattia.

La lotta alla pandemia inevitabilmente si è intrecciata con interessi politici ed economici. Nulla di scandaloso ma i profitti degli ultimi anni delle aziende di Big Pharma, da Pfizer a Moderna, da Astrazeneca a Novavax, sono lì a dimostrarlo.

Oggi una nuova emergenza sanitaria potrebbe far schizzare in alto il prezzo delle azioni delle big del ramo biotech. Stiamo parlando del vaiolo delle scimmie.

Cos’è il vaiolo delle scimmie

Nel corso della prima settimana di maggio, i media di tutto il mondo hanno riportato la notizia delle prime infenzioni da vaiolo delle scimmie. I primi casi sono comparsi in Gran Bretagna, ma ora si registrano infezioni anche in Spagna, Portogallo, Francia e Italia (all’Istituto Spallanzani). Alcuni casi sono stati rilevati anche in Germania, oltre che negli USA e Australia. Gli scienziati stanno ancora cercando di trovare l’origine di questa catena di contagi e stanno già sensibilizzando il personale medico.

In passato, cinque anni fa, c’era già stato un caso documentato in Israele. A quel tempo, però, a contrarre il virus fu un turista di ritorno da un viaggio in Africa. Nell’Africa occidentale e centrale, il virus del vaiolo delle scimmie è in parte endemico e in passato si sono verificati focolai di contagi.

Non è ancora chiaro esattamente perché il vaiolo delle scimmie si stia diffondendo in Europa. Non c’è motivo di farsi prendere dal panico, dicono i medici, perché il vaiolo delle scimmie non può creare un’epidemia a livello nazionale come ha fatto il Covid-19. Tuttavia, il vaiolo delle scimmie è una malattia grave e occorre agire di conseguenza.

Ci sarà una vaccinazione contro il vaiolo delle scimmie?

I casi di vaiolo delle scimmie sono aumentati a quattro in Italia, con quello diagnosticato in Toscana, ad Arezzo, e altre 15 persone sono in osservazione, mentre sono oltre 190 casi quelli identificati nelle ultime settimane in 16 Paesi di Europa, Stati Uniti, Canada e Australia; i casi in Europa sono 67, secondo le stime più recenti del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), rilevati in otto Paesi.

È una situazione complessa e con molti punti ancora da chiarire, ma per l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è possibile contenere la trasmissione.

Attualmente esiste un solo vaccino approvato nell’UE, ovvero Imvanex, prodotto dalla danese Bavarian Nordic. Un’efficace protezione vaccinale si ottiene con due dosi di vaccino A da 0,5 ml distanziate di 28 giorni l’una dall’altra. Se i pazienti hanno già ricevuto la vaccinazione contro il vaiolo, è necessaria una sola dose. Con il siero Imvanex si forma un numero elevato di anticorpi con i quali è possibile creare una protezione contro il vaiolo. Tuttavia, non è ancora noto la durata della protezione e se l’effetto protettivo sia efficace anche contro il vaiolo delle scimmie.

Il rimbalzo in Borsa di Bavarian Nordic

In una settimana, il prezzo delle azioni della società biotecnologica danese è aumentato del 58%. La possibilità che molti paesi europei ordinino il vaccino dal produttore danese ha innescato un corso positivo per l’azienda.

Bavarian Nordic A/S è un’azienda biotecnologica completamente focalizzata sullo sviluppo, produzione e commercializzazione di vaccini per malattie infettive e immunoterapie contro il cancro. La società ha sede a Hellerup in Danimarca. L’azienda ha una struttura di ricerca e sviluppo a Martinsried, in Germania e uffici a Zug, in Svizzera e Morrisville, negli USA.


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