Oggi è il giorno del Merge di Ethereum: la blockchain non funziona più su proof of work, ma su proof of stake. L’implementazione di Ethereum 2.0 avrebbe dovuto realizzarsi anni fa ma è stata rimandata più volte a causa delle difficoltà tecniche insite in un passaggio che è davvero epocale. Da oggi i miner di ETH non possono più operare e per questo motivo stanno pensando di implementare una fork che continui a lavorare con la PoW.

Dal punto di vista tecnico, la “fusione” di oggi non ha presentato problemi.

Cosa faranno i miner di Ether

Con il passaggio dalla proof of work alla proof of stake, non sono più i miner a garantire la sicurezza della blockchain ma i validatori del sistema. I miner si ritrovano quindi senza lavoro, a meno che non abbiano deciso di passare al mining di altre crypto.

Una delle alternative che sembra andare per la maggiore è Ethereum Classic, che sta vedendo un enorme aumento dell’hash rate. Nelle ultime 24 ore l’hash rate di ETC è passato da meno di 50 TH/s a oltre 125 TH/s e non mostra segni di rallentamento.

Non è semplice per i miner di Ether passare a Bitcoin

I miner di Ether non possono passare facilmente al mining di Bitcoin, perché il modo in cui le due blockchain operavano con la proof of work era diverso. Bitcoin viene minato con ASIC, Ether con GPU.

Ci sono una serie di ragioni che spiegano questa differenza, a cominciare dal fatto che il mining con una GPU richiede meno capitale e quindi è più facilmente distribuito.

Effetti imprevisti del Merge

Come sempre, quando si verificano cambiamenti di questa portata, possono saltare fuori conseguenze impreviste. Ieri i tassi di interesse per i prestiti su Aave sono saliti brevemente a oltre il 70% poiché i trader cercano di posizionarsi bene per ricevere airdrop dalle hard fork.

Il fondatore di Aave Stani Kulechov ha anche fatto notare che i gamer ora potranno trovare schede grafiche a prezzi accessibili, dal momento che si prevede un calo negli acquisti di schede grafiche per il mining.

Attualmente c’è una carenza di semiconduttori in tutto il mondo a causa di problemi legati alla catena di approvvigionamento, uno strascico dei lockdown e della pandemia. Non solo, le crescenti tensioni geopolitiche intorno a Taiwan hanno causato ulteriore incertezza in questo mercato.

Il ruolo ridotto che il mining di Ether ha giocato finora potrebbe ora diminuire ulteriormente. In realtà appare poco probabile che i miner di Ether rimangano disoccupati; più probabile che passino a qualche altra coin.

Tutti possono diventare miner con Copium

Copium offre una soluzione per coloro che desiderano investire nel mining in modo decentralizzato. Il team di Copium ha una mining farm di Bitcoin in Nuova Zelanda e sta raccogliendo capitali per espandere le proprie operazioni.

Coloro che detengono Copium Coin potranno condividere i profitti generati dal mining. I profitti serviranno all’azienda per riacquistare e bruciare il token.

Quali sono le prospettive per Ethereum?

Il valore di Ether sta diminuendo, probabilmente perché i trader vogliono essere sicuri che il Merge non provochi problemi e non inneschi bug, come si era paventato.

Bisogna inoltre considerare che il Merge non è l’ultimo aggiornamento che aspetta Ethereum. Ce ne sarà un altro molto importante l’anno prossimo, Shanghai.

Dopo Shanghai, gli utenti che hanno messo in staking Ether (si parla di 13 milioni di ETH in stake) dovranno mettersi in coda e attendere il loro turno per prelevare i loro fondi. Si prevedono tempi molto lunghi: Nansen parla addirittura di 300 giorni per evadere tutte le richieste.

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